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è natale din din din.

corro felice su un bel campo verde innevato che quindi
è bianco. sono nudo della pelle praticamente uno scheletro
corro felice dimenando queste ossa grigie.
è o sembra essere la stessa storia che si ripete.
corro felice pensando di essere triste.

che strane cose si pensano a volte.
che strane cose penso a volte.

i bambini sembrano aver paura di me.
quanta ne ho io di loro direi.

come se potessero rompere in un attimo con uno dei
loro antichi sorrisi, tutte le sicurezze che sudo
per costruire in questo presente pieno di sassi.

là in fondo vedo una montagna nebbiosa dietro c'è il
cielo azzurrino prima del tramonto.
il sole non si vede, me lo sono mangiato il mese
scorso.
ho smesso di correre ed ora dipingo ossa grigie sulla
tela bianca, sul cavalletto di legno che ho piantato
in mezzo al campo verde coperto di neve; con prime luci
della sera il campo non sembra più bianco ma brilla
scintillando come uno specchio d'argento di fronte
al blu profondo della grande notte che arriva festante,
piena di stelle di bronzo e rosse e bianche.

sono scivolato affascinato dall'aria limpida che si
fa respirare tranquilla.
il mio respiro è un'onda azzurra che piano piano
si placa e mi lascia a vagare sulla sabbia umida
del mare d'inverno.
dove mi hai portato quando ancora non mi conoscevi.
dove ti ho guardata assorta e silenziosa, con quel
mezzo sorriso che ancora oggi è con me.

in mezzo al campo c'è una palla rossa ruvida.
la neve si fa sciogliere dal primo sole del giorno.
la palla rossa tocca l'erba verde e fresca del
mattino che ti guarda arrivare da lontano.
io mi sveglio storto dopo un'altra notte insonne
e solo sorrido vedendomi nudo sull'erba umida.

ti aspetto






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