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Non leggermi

lo scheletro oggi cammina disinvolto
fra le mura di rumore e grida.

le fiamme delle emozioni ancora scaldano
i pochi peli incarniti escono a fatica
le mura di rumore gridano

da una crepa escono budella e sangue
acido muco ogni mattina al mio risveglio.

un gigantesco orologio sullo sfondo
nero dello spazio batte il tempo della
mia vittoria. un cane nero ancora abbaia
dal fondo della mia scosciata coscienza.

nuove note sembrano uscire dalla crepa
nel muro.

piedistallo bianco sulla scacchiera
larve rosse brulicanti sul ruvido marmo
bianco. fili blu pendono dall'alto
della scena. una rete di parole e
gorgoglii mi abbraccia e strazia.

liberare la grazia dal brivido della sordità.

decidi per un cambiamento
di direzione, di sezione.

un nuovo risveglio.
esco dal quadro di fatiche dipinte sul
velo della coscienza.

dai strappa la catena di polvere
che ti lega a queste tristi certezze.

qui non c'è più niente da esplorare.
resta il deserto di una volontà azzerata.


il cuore ha fame e si abbandonerebbe
volentieri.
ad ogni preghiera arrivata da lontano.






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